Tardilli calabresi al vino bianco e il presepe vivente di Simeri Crichi

Avevo in mente di parlarvi del mio Natale calabrese già da qualche giorno, ma si sa, il tempo è tiranno e la possibilità di dilungarmi su racconti “epici” si fa sempre più rara…
Passare il Natale nella mia terra d’origine mi ha fatto ritrovare sapori e profumi che avevo quasi dimenticato, mi è sembrato di tornare indietro nel tempo e di aver rivissuto i miei natali d’infanzia insieme ai miei figli…
Una strana e magica fiaba con dettagli diversi dal passato ma pur sempre speciali!

Il 27 dicembre, insieme a mio marito, i bimbi,  mio papà  e i miei zii Maria e Raffaele, siamo andati a vedere l’incantevole presepe vivente di Simeri Crichi (Cz), un paese non molto  lontano da quello in cui sono cresciuta…

Un’esperienza meravigliosa che unisce il tema religioso della natività a quello “storico” dei vecchi mestieri e  delle tradizioni dell’antica Calabria.
I bimbi, e anche noi adulti, siamo rimasti incantati di fronte a tanta bellezza e tanto lavoro fatto con amore e pazienza.
Un’esperienza unica che consiglio anche a voi di provare un giorno, caso mai doveste capitare da quelle parti…

Tra gli organizzatori e partecipanti c’erano Ciccio, grande amico d’infanzia di mio papà, Teresa, sua moglie e sua figlia Rosanna, mia amica.

A loro voglio dire grazie per avermi fatto vivere momenti così belli.

Durante la visita al presepe, ai visitatori venivano offerti vin brulé, crispelle e tardilli.
Di questi ultimi, oggi vi lascio la mia versione preferita e che piace sempre a tutti.

I tardilli (detti anche pignolata) sono gnocchetti di pasta fritta immersi poi nel miele decorati con monpariglia colorata, simili nell’aspetto agli struffoli napoletani, diversi nel gusto e nella friabilità.
I miei hanno forma diversa dai soliti, perché li ho tagliati come faceva mia nonna Assunta, aiutandomi con una spatola in metallo.

Mentre li preparavamo la mattina della vigilia, Linda ha deciso di darli a Babbo Natale perché secondo lei questi gnocchetti sono buoni e allegri proprio come Babbo Natale!

TARDILLI CALABRESI AL VINO BIANCO
Per un piatto di 24 cm di diametro 


250 g di farina 00
1 uovo
100 ml di olio evo
100 ml di vino bianco
mezzo  cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
abbondate olio per friggere
200 g di miele millefiori o di acacia
monperiglia colorata

Formate la fontana con la farina, scaldate in un pentolino olio e vino insieme e versateli nell’incavo della farina. Unite l’uovo, il sale e il lievito. Impastate il tutto e formate un impasto omogeneo, fate una palla e ricavate dall’impasto dei serpentelli  del diametro di 2-3 centimetri. Tagliateli a tocchetti non troppo grandi e friggeteli nell’olio caldo. Scolateli non appena si saranno dorati.
In una pentola a parte scaldate il miele con un cucchiaio di zucchero (se si tratta di miele molto fluido se no omettetelo) e fino a che il miele non si sarà liquefatto.
A questo punto immergete i tocchetti (scolati e passati in un piatto con della carta assorbente) nel miele caldo, ponete su un piatto per dolci e fate raffreddare. Decorate con monpariglia colorata e servite.

Ed ecco a voi le foto di questo presepe magico:

‘A codara: tipica pentola antica,  paiolo da camino in cui si cucinava la carne e il grasso di maiale;

L’intero centro storico illuminato con vecchie lampade a olio per ricreare un’atmosfera antica:

Cibi tradizionali calabresi e vecchi utensili da cucina:

Le crispelle di Natale, che venivano offerte calde ai visitatori e che prossimamente troverete sul mio blog:

Tra i vecchi mestieri, il mugnaio, qui vedete Ciccio, il nostro amico, alle prese con il suo ruolo:

Qui, Teresa con altre donne che prepara pane e lievitati antichi:

La mia amica Rosanna fa l’antica vasaia:

Erode e le sue danzatrici:

Il vecchio mestiere del fabbro:

Donne e ragazze che fanno la pasta col ferretto e gli gnocchetti:

Ed infine giungiamo alla grotta di Gesù Bambino:


Con questa ricetta partecipo al contest della mia amica Ileana

Vi auguro una felice giornata,

Ale

 

7 commenti

  1. Come ti capisco,ritornare indietro nel tempo è quello che siccede a me ogni volta che vado giù,voglio provare i tuoi tardilli per sentirne la differenza con gli struffoli,aspetto la ricetta delle crespelle,pensavo gossero diverse,buona giornata e grazie per questo spaccato calabrese

  2. I natali in famiglia hanno sempre un po' il sapore dei ricordi e la magia di farli riaffiorare ad ogni sapore provato, ad ogni sguardo incontrato, ad ogni sorriso spontaneo. Immagino che meraviglia quel presepe vivente. E immagino che buoni questi tardilli: così familiari eppure così diversi dai miei struffoli 🙂
    Un abbraccio cara

  3. Ciao Ale, non ci conosciamo e non ho mai scritto sul blog, ma ti seguo da un po' di tempo, ed oggi non potevo non scrivere visto che da un po' di tempo abito a Simeri Crichi per amore…ed è molto probabile che il 27/2 ci siamo anche incrociate!! Mi ha fatto piacere vedere le foto sul blog 🙂 Hai ragione, viene organizzato un presepe fatto molto bene, in tutte le sue sfaccettature, e nulla viene lasciato al caso. Io sono cosentina, e i turdilli sono differenti, ma buone entrambe le versioni!A presto… Elisabetta

  4. Ho mangiato qualcosa di simile da una mia amica calabrese, solo che li aveva fatti un pò più grandi, erano molto buoni. Sono molto invitanti anche i tuoi e molto golosi ! Buona giornata !

  5. Uh sembra la cicerchiata abruzzese che di apprezza a Carnevale.
    Bello il presepe vivente, sai che non ne ho mai visto uno dal vivo?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *