Pitta maniata calabrese

La Pitta maniata è un pane ripieno calabrese, tipico della mia zona d’origine, la provincia di Catanzaro, “maniata” perché vuol dire maneggiata, manipolata perchè prevede l’aggiunta dei frisulimiti di cui vi parlavo qui.
La pitta è, infatti in quella zona, il pane tipico per eccellenza, a forma di ciambella e molto appetitoso, utilizzato per essere farcito con il famoso “morzeddhu” oppure con u’ suffrittu e maiala” , due spezzatini gustosi,  che vi consiglio di assaggiare se farete una capatina da quelle parti un giorno.
Ma torniamo alla nostra pitta ripiena, ma di cosa?  Ovviamente con tipici prodotti della gastronomia calabrese: provola silana, soppressata e infine uova sode e frisulimiti.
Di certo non si tratta di un pane leggero,  ma lo vedo ottimo per il picnic di Pasquetta, per buffet e per la festa di Pasqua anche perché ricorda molto, credo, il tortano napoletano.
In questi giorni è tutto un continuo di casatielli, tortani, colombe che ho appunto pensato che la pitta maniata fosse ideale come proposta…e poi sono molto legata alla mia Calabria, che volevo farvi conoscere l’ennesima bontà della mia terra!


 PITTA MANIATA CALABRESE

Per una ciambella di 24 cm di diametro

500 g di farina tipo 1 macinata a pietra
20 g di lievito madre secco
9 g di sale
290-300 g di acqua tiepida
2 cucchiai di olio evo
3 uova sode
120 g di soppressata piccante tagliata in piccoli cubetti
150 g di frisulimiti
120 g di provola silana

Nella ciotola della planetaria mescolate bene farina e lievito madre secco, poi unite l’acqua fino a quandonon si formerà un impasto sodo ma elastico.
Aggiungete l’olio e impastate ancora, unite 50 g di frisulimiti sciolti in un pentolino e intiepiditi e tagliati finemente ed infine il sale.
Mettete l’impasto in una ciotola leggermente oleata e copritelo con della pellicola
trasparente e uno strofinaccio e lasciate lievitare ad una temperatura
di 26° circa per almeno 6 ore.
Al termine della lievitazione, stendete l’impasto ottenuto e allungatelo con il mattarello, dovrà essere della stessa lunghezza dello stampo a ciambella che userete e largo abbastanza da poterlo arrotolare e chiuderlo.
Farcite al centro dell’impasto con le uova affettate, parte dei frisulimiti, la provola e la soppressata, entrambe tagliate a cubetti.
Richiudete l’impasto arrotolandolo e mettetelo nello stampo, cuocete in forno caldo a 190° per circa 25-30 minuti.
La superficie pennellatela con poco olio, vedrete che si dorerà per bene al termine della cottura.

 E ancora una volta, con questa ricetta partecipo a Panissimo#39, la raccolta di lievitati dolci e salati ideata da Sandra di Sono io, Sandra,  e Barbara, Bread & Companaticoquesto mese ospitata nel blog Un Condominio in cucina
 

Buon appetito a tutti,

Ale

7 commenti

  1. Ale, ti sono infinitamente grata per averci raccontato di questo pane che, oltre ad essere un tripudio di sapore, raccoglie tutti i gusti della tua bellissima terra!
    Assolutamente da rifare! :-))))))

    Un bacio con lo schiocco! :-*

  2. che delizia davvero una bontà assoluta, cosa darei per assaggiarne un po'!!! bacioneee e Auguri!!! 😀 :-*

  3. Certo che ne avete di cose buone in calabria. prima o poi bisogna che ci faccia un giro, non sono mai stata. Devo dire che questo ciambellone è davvero invitante. Non sarà leggerissimo ma sicuramente gustoso. E poi uno mica se lo deve mangiare tutto.

  4. Ciao Ale mi emoziono sempre a leggere di prodotti della mia terra raccontate da altre corregionali ed identificarmi in quei sapori…la cuddureddha è il pane della mia infanzia e non solo…questa versione farcita non la conosco ma i sapori separati si è i amo molto…nella mia zona i frisulumiti si chiamano " frigulagghi" e sono deliziosi ma non leggeri ah ah sulle fette di pane tostato :)! Non vedo l'ora che siano pronte da gustare le soppressate preparate dai miei. Buona Pasqua e grazie per questo tour di sapori regionale! Baci Luisa

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